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Attività motoria in età evolutiva

Il bambino, libero di muoversi a suo piacimento fino all'età scolare, compatibilmente al luogo in cui vive ed alle possibilità familiari, di fatto, si trasforma in un sedentario a tempo pieno, appena comincia a frequentare la scuola elementare. Per lunghe ore resterà seduto nei banchi e come se questo non bastasse, continuerà a stare seduto anche a casa per fare i compiti, intrattenersi con i giochi elettronici, guardare la televisione, ecc..


L'età di avviamento dei bambini alla pratica sportiva trova ancora studiosi e ricercatori preoccupati non solo nel definirla, ma anche e soprattutto nell'identificazione dei rischi legati al fenomeno dell' "agonismo precoce", senza forse tenere nel giusto conto i più sicuri danni del "sedentarismo precoce" che nel 2002 vede, nella fascia di età tra i 6 e i 10 anni, il 21,6% dei bambini (pari ad 1 su 5) non svolgere alcuna attività fisica nel tempo libero, laddove nel 1997 tale percentuale era del 17,1%.

L'attività motoria entra a far parte di questo sistema come parte attiva per il miglioramento delle abilità psicofisiche del bambino in età scolare. Il movimento diventa un "farmaco" decisivo per un buono sviluppo del corpo e dello spirito del bambino, che contribuisce a mantenere sani ed efficienti il tessuto osseo e le articolazioni, a costruire una buona massa muscolare, a ridurre il grasso corporeo e mantenere un peso adeguato alla taglia corporea, a migliorare le capacità di apprendimento , e a migliorare le capacità motorie nel loro complesso.

Questi ultimi due punti sono emersi in uno studio che mostra la correlazione tra sport e apprendimento. I risultati finali della ricerca hanno palesato che bambini che svolgono, oltre all'attività intellettuale, anche attività motoria, hanno lo stesso rendimento scolastico dei bambini che hanno studiato un'ora in più, evidenziando una maggior capacità di apprendimento in alcune particolari discipline come, ad esempio, la matematica.
Sulla base di studi scientifici precedentemente citati, di ipotizzabili margini di intervento/evitabilità, dell'esistenza di tendenze epidemiologiche sfavorevoli e dell'importanza di principio o strategia, vengono suggerite sette aree prioritarie, tra le quali occupa il 4° posto la promozione della salute con programmi di attività motoria per la prevenzione al sovrappeso e all'obesità infantile .

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